Nido - Carta del Servizio

La Carta dei Servizi  è uno strumento di conoscenza, informazione e tutela per gli utenti, che garantisce trasparenza, chiarezza e un continuo miglioramento del servizio.  

                                                                           

Il GAIA CLUB offre servizio di:

 

NIDO PRIVATO E NIDO CONVENZIONATO: accoglie bambini/e dai 13 ai 36 mesi                                                   

SPAZIO GIOCO: accoglie bambini/e dai 18 ai 36 mesi

CENTRO ESTIVO NIDO: accoglie bambini/e dai 13 ai 36 mesi

CENTRO ESTIVO BALNEARE: accoglie bambini dai 3 anni e mezzo ai 10 presso lo Stabilimento Balneare Sirena di Grignano 

Il personale educativo operante è in possesso di uno dei titoli previsti dalla Legge Regionale 18.08.2005 n.20. La nostra Coordinatrice responsabile è individuato all'interno del personale educativo ed è in possesso del diploma di laurea in psicologia.                          

 

LA NOSTRA IDEA DI NIDO:

Il nido è un luogo di crescita e di confronto sia con i pari che con adulti altri

E'' uno dei primi ambiti di socializzazione extra familiare dove avvengono esperienze di condivisione e scoperta

Gli spazi del nido permettono al bambino di esplorare, creare, sperimentare in sicurezza, libertà ed autonomia

E' un ambiente appositamente studiato e progettato dove i bambini vivono il piacere dell'apprendimento in una dimensione ludica e relazionale

Offre al bambino l'opportunità di arricchire la sua crescita grazie al valore speciale e unico dato dalla condivisione della vita collettiva, dalla ricchezza e

dalla varietà delle proposte ludiche offerte

Al nido nulla avviene per caso:il contesto educativo viene quotidianamente pensato e organizzato per consentire al bambino di giocare e sperimentare in libertà e sicurezza

Ogni bambino è sempre accompagnato da uno sguardo attento, accogliente e professionale dell'educatrice

 

QUALCHE CONSIGLIO PER VALUTARE LA QUALITA' DEL NIDO:

Mandate Vostro figlio al nido SOLO se siete fortemente convinti che sia un ambiente giusto per la sua crescita. Vostro figlio trascorrerà al nido e sarà accolto, curato, accompagnato e sostenuto dalle educatrici che faranno parte della Sua e della Vostra vita.

Scegliere un nido solo perchè è comodo, si trova vicino a casa o al posto di lavoro o perchè costa meno non è sempre la soluzione più idonea per Vostro figlio. Ricordate inoltre che la "bellezza estetica" di una struttura nuova con arredi attraenti non ne garantisce sempre la qualità e neanche la "bellezza etica".

Stare in ascolto di se stessi e delle proprie sensazioni già dal primo ingresso: sentirsi accolti dal primo momento è già un buon inizio ed indizio.

Potete chiedere informazioni su:

la giornata tipo

qual è il pensiero pedagogico che sta alla base del lavoro quotidiano

qual è l'idea del bambino

qual'è il ruolo dell'educatore

quanta importanza viene data alle attività di cura

in che modo vengono coinvolte le famiglie

quali sono le modalità di inserimento

dovete ricevere una breve illustrazione del Progetto Educativo e della Programmazione Didattica

 

ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO NIDO

 

IL GRUPPO DEI BAMBINI:

Il Gaia Club lavora sia con il gruppo omogeneo che con il gruppo eterogeneo; quotidianamente si formano piccoli gruppi con una e/o due educatrici. Questo consente di migliorare la qualità della cura, delle relazioni e della sua crescita affettiva, cognitiva, emotiva e sociale. 

 

IL COLLETTIVO:

 Le educatrici del Gaia Club si incontrano una volta al mese  per riflettere e dialogare su tutti i temi che emergono quotidianamente, sulle tematiche che riguardano i bambini e le famiglie e anche su quelle organizzative del servizio. In caso di necessità o di problematiche urgenti il collettivo si può riunire in qualunque momento.

 

L'INSERIMENTO:

E' possibile inserire i bambini e le bambine durante tutto l'anno, se vi è la disponibilità dei posti. Ogni inserimento viene considerato unico e particolare, pertanto i tempi possono variare da un bambino all'altro.

La frequenza inizia in modo graduale e nei primi giorni un genitore rimane al nido con il bambino secondo tempi e modi concordati precedentemente.

 

LA GIORNATA TIPO AL NIDO:

07.30-09.30          ACCOGLIENZA E GIOCO LIBERO                           

09.30-10.00          SALUTO MUSICALE E LIBERA ESPRESSIONE DEL CORPO

10.00-10.30          MERENDA E CANZONCINE

10.30-11.30          ATTIVITA' STRUTTURATE (GRUPPI SEPARATI)      

11.30-11.45          SI ASPETTA IL PRANZO (leggendo o ascoltando una fiaba musicale o ballando...)

11.45-12.30          PRANZO

12.30-13.00          PREPARAZIONE PER LA NANNA / USCITE

15.00-15.30          MERENDA/USCITE

15.30-17.30          ATTIVITA' DI GIOCO E USCITE

 

RAPPORTI CON LE FAMIGLIE E L'ESTERNO: 

RIUNIONE POST-INSERIMENTO

COLLOQUI INDIVIDUALI

QUESTIONARI SULLA QUALITA' EROGATA

CAFFE' DELLE MAMME E DEI PAPA'

LABORATORI CON LE FAMIGLIE

GITE

FESTA DI FINE ANNO

ALIMENTAZIONE BIO

La preparazione dei pasti è a cura della Descò. La qualità degli alimenti e la sicurezza igienica sono curati con attenzione per la tutela della salute dei bambini.E' possibile possibile soddisfare le esigenze alimentari di ogni bambino ordinando pasti ex: (no glutine, no lattosio, no carne, etc)Il menù è esposto in bacheca e ogni genitore può richiederne una copia

 

LE ATTIVITA' SVOLTE AL NIDO:

Si svolgono secondo un Progetto Educativo che fissa linee di indirizzo, modalità operative e motivazioni delle scelte effettuate.Il Progetto Educativo viene tradotto in azioni concrete con il Programma Didattico annuale, che definisce tempi, modalità d'intervento, strumenti, documentazione e verifica delle attività svolte con i bambini.

Le attività più frequentemente proposte sono le seguenti:

 

MANIPOLAZIONE - TRAVASI 

L’attività di manipolazione risponde a molti bisogni dei bambini, stimola la loro creatività, sviluppa competenze sensoriali, motorie, cognitive ed espressive, favorisce la coordinazione oculo-manuale e sviluppa la manualità fine. Inoltre incoraggia i bambini a toccare materiali dalle consistenze insolite ed evidenzia il rapporto tra gesto e segno (causa ed effetto), offrendo diversi elementi che, pur non essendo “strumenti grafici”, permettono e rendono immediatamente visibile la traccia e il segno prodotto dal movimento dei bambini.
Durante l’attività di manipolazione i bambini immergono le loro mani e la loro immaginazione nel materiale proposto, come ad esempio la pasta di sale, dove le mani si muovono, la pasta si adegua ad esse e la loro creatività si accende…! Il piacere dell’esplorazione, della trasformazione delle cose con l’azione delle proprie mani, fa parte della vita stessa dei bambini; i colori, i materiali plastici, quelli naturali e di recupero diventano strumenti importantissimi per sollecitare la scoperta e la costruzione di nuove modalità espressive e di conoscenza del mondo.
Entrare in relazione con i materiali attraverso i sensi, organizzare le informazioni, trovare connessioni di forme, scoprire differenze, trasformare le cose sono alcune delle linee conoscitive preferite dai bambini. Le esperienze attraverso le mani e gli occhi attivano percorsi individuali e condivisi fra bambini.
Manipolare, impastare,costruire,colorare,infilare,trasformare, travasare sono le attività più frequenti al nido: gli elementi del gioco euristico, la pasta di sale, frutta, verdura, legumi secchi, la pasta sono i “libri” su cui il bambino “studia” e impara.
E’ un’attività proposta a piccoli gruppi di bambini (5-6) in cui il ruolo dell’educatrice consiste nella preparazione e presentazione dell’attività, nell’osservazione e infine nel riordino.
Così vale anche per i travasi, in cui il contesto e il ruolo dell’educatrice sono i medesimi, ma il materiale messo a disposizione è composto da un’ampia gamma di contenitori di diversa forma e materiale (bottiglie, barattoli, scatole, imbuti,ecc.) da riempire e svuotare con pasta di diverso tipo (penne, stelline, fusilli, ecc.), o riso, mais, legumi secchi, farina gialla, o altro ancora.

 

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GIOCO EURISTICO

 

Prima di parlare del gioco euristico è necessario fare un cenno al Cestino dei Tesori di Elinor Goldschmied, di cui il gioco euristico è la naturale evoluzione.
Il Cestino dei Tesori, indirizzato a bambini di sei–sette mesi, è composto da materiali naturali e da oggetti di uso comune appartenenti all’ambiente domestico, scelti e selezionati per stimolare tutti i sensi e raccolti in un vero e proprio cestino di vimini.
Gli oggetti vengono guardati, afferrati, succhiati, battuti, agitati e messi in bocca dai bambini che, nel fare queste azioni, sembrano chiedersi “cos’è questo?”.
Queste operazioni permettono la scoperta delle caratteristiche descrittive (dimensione, forma, peso, sensazione al tatto, ecc.) e funzionali (gli oggetti possono essere riempiti, svuotati, sovrapposti, ecc.) degli oggetti, facilitando lo sviluppo cognitivo e del linguaggio. Questa attività inoltre, consente sperimentazioni sensoriali diverse, sviluppa la coordinazione oculo-manuale, la ricerca attiva degli oggetti, la casualità delle azioni, l’interesse per le qualità degli oggetti e la loro selezione, il tutto attraverso la sollecitazione di tutti i sensi.
Per quanto riguarda il gioco euristico, proposto a bambini dai dodici mesi in poi, la natura degli oggetti offerti è la medesima dei Cestino dei Tesori; la differenza sostanziale è che nel maneggiare gli oggetti il bambino sembra chiedersi ora “cosa posso fare con questo?”.
Il gioco euristico che noi proponiamo ai bambini viene presentato in tre cesti di vimini: uno contenente solo oggetti di legno (bastoncini, mestoli, anelli per tende, ecc), uno oggetti di metallo (scatole, coperchi, chiavi, ecc.) e uno nastri, corde, tubi di plastica, pezzi di stoffa, ecc..
Gli oggetti vengono settimanalmente lavati, sostituiti ed integrati quando usurati, per offrire ai bambini stimoli sensoriali diversificati e suscitare una rinnovata curiosità e desiderio di scoperta.

 

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LE COSTRUZIONI

 

Le educatrici spesso propongono ai bambini l’attività delle costruzioni: manipolando ed utilizzando elementi naturali e materiali di recupero e sperimentando diverse tecniche di costruzione si attiva la curiosità e la creatività.
Quest’ attività viene svolta o sui tavoli o sul pavimento: ad ogni bambino vengono offerti puzzle, incastri, lego e simili.
Questi giochi consentono di sviluppare la capacità di coordinamento oculo-manuale, permettono di impilare, costruire, distruggere e ricostruire da capo infinite volte, inducendo e consolidando nel bambino il concetto che tutto ciò che viene distrutto può essere ricostruito (amicizie, legami, relazioni).
Le costruzioni hanno inoltre importanti valenze quali il favorire la socializzazione tra bambini, la relazione tra bambini e oggetto e la verbalizzazione. Sottoforma di gioco si pongono le basi per il riconoscimento di forme, colori, dimensioni, sensazioni tattili, spazio (dentro-fuori, sopra-sotto).

 

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ATTIVITA’ GRAFICO- PITTORICHE

 

L’attività viene proposta a piccoli gruppi di bambini e i materiali maggiormente usati variano dai pennarelli, ai pastelli a cera, ai colori a dita, ai fogli di varie dimensioni, preferibilmente grandi, cartoncini, spugne, timbri.
L’educatrice organizza il contesto, propone di volta in volta materiale diverso avendo cura di metterne a disposizione una quantità sufficiente da garantire ai bambini libertà di scelta, sostiene l’esperienza, osserva senza inutili intrusioni ed eventualmente interviene su richiesta del bambino. I bambini vengono sempre lasciati liberi di disegnare a piacere.
Questa attività viene proposta più volte permettendo ad ognuno di sperimentare a fondo i singoli strumenti (che verrano riproposti variando il tipo di supporto cartaceo e la loro collocazione spaziale).
Questo tipo di attività favorisce la produzione spontanea dei primi scarabocchi, la conoscenza di materiali , la loro esplorazione e la scoperta delle loro potenzialità in campo grafico.
Uno strumento molto curioso e stimolante è la spugna, che favorisce l’ esplorazione tattile (la porosità, la fluidità o la densità dei colori a tempera) e la scoperta delle varie tracce lasciate dagli strumenti sul foglio.
I bambini utilizzando le diverse tecniche pittoriche possono esprimere con facilità e immediatezza le emozioni, gli stati d’animo, i sentimenti e i livelli percettivi della realtà.

 

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ATTIVITA’ DI LETTURA

 

Aiuta il bambino a conoscere ed esplorare il mondo, diventa un mezzo interessante per parlare, anche con il bambino piccolissimo , di molteplici situazioni ed eventi, sui quali un discorso diretto, sarebbe difficilissimo.
Nel nido le storie entrano prima di tutto sotto forma di libro, un oggetto di gioco da esplorare in tutte le sue parti: toccare, aprire, chiudere, sfogliare, succhiare.
Ne segue la narrazione: ripetere la storia, raccontarla varie volte, significa offrire al bambino il tempo necessario per rifletterci sopra, per immergersi nell’atmosfera creata, per appropriarsi gradualmente del racconto e dei suoi significati in modo da coinvolgere il bambino in un gioco di finzione.
L’educatrice diventa un narratore capace di creare l’atmosfera giusta attraverso la modulazione della voce per suscitare le emozioni più diverse.
Le marionette costituiscono un materiale utile e stimolante proprio per le loro caratteristiche: sono apparentemente vivi, con la capacità di muoversi e di interagire, pur essendo finti; sono più autonomi ed imprevedibili delle bambole e favoriscono la comunicazione, in quanto il gioco presuppone degli spettatori. Ogni storia è letta con la compagnia delle marionette che compiono le stesse azioni lette o raccontate dalle educatrici.

 

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IL GIOCO DEL “FAR FINTA DI” – GIOCO SIMBOLICO

 

In questo tipo di gioco il bambino recita un ruolo o esprime una azione, anche con oggetti non realistici, che assumono un significato e un contenuto di azioni vissute o osservate in un altro momento e in un altro contesto.
Il gioco di finzione permette al bambino di agire “come sè” , di simulare azioni che derivano dal reale, diventandone padrone e sviluppando un’emergente capacità di rappresentazione mentale. Il bambino fa finta di fare qualcosa o essere qualcuno anche con l’intento di una rappresentazione, compreso il gioco delle parti.
Il gioco presimbolico che appare verso i 12 mesi quando il bambino riproduce azioni abituali fuori dal contesto reale. Ad esempio: fa finta di dormire riproducendo semplicemente il gesto , “beve” da una tazza vuota, “mangia” un cibo inesistente.
Gesti e azioni sono riprodotte per il semplice gusto della rappresentazione, del fare , del provare e sperimentare.
Gradualmente, si nota un interesse maggiore verso le bambole e i pupazzi e verso tutti quei giochi e giocattoli che richiamano l’ambiente più familiare e le situazioni più conosciute.
La capacità di gioco simbolico del bambino è strettamente collegata allo sviluppo intellettivo e cognitivo, il bambino diventa capace di rappresentarsi la realtà dopo averla assimilata.


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MOTRICITA’

 

Il corpo rappresenta il primo strumento di conoscenza e di relazione utilizzato dal bambino fin dalla nascita. Attraverso il corpo riceve ed invia messaggi, percepisce il mondo esterno, esprime i propri bisogni, emozioni, reazioni e sentimenti.
I processi di crescita avvengono con la continua acquisizione di autonomia di movimento, maturano e si evolvono. La motricità, infatti, riveste un’importanza determinante e si collega alla capacità di deambulazione.
Il senso del movimento del proprio corpo è per di più un elemento vitale per lo sviluppo dell’immagine di sé.
Le attività motorie vengono generalmente praticate nella sala sonno, dove sulla parete c’è un grande specchio. La stanza viene sgomberata dai lettini e allestita di volta in volta con un paio di materassi sali-scendi, un ponte (composto da tre materassi) e un cubo. Questo materiale può venire “organizzato” per costruire un percorso (es. sali-scendi, passaggio sotto il ponte, salire sul cubo e saltare giù) o sistemato in ordine sparso lasciando i bambini liberi di usarlo e sperimentarlo a loro piacimento. Nel proporre il percorso l’educatrice lo esegue prima per mostrarne ai bambini la successione e poi con la voce e con i gesti li “guida” nell’esecuzione (attività guidata).


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MUSICA

 

“La musica è una legge morale, essa dà un’anima all’universo, le ali al pensiero, uno slancio all’immaginazione, un fascino alla tristezza, un impulso alla gaiezza e la vita a tutte le cose. Essa è l’essenza dell’ordine ed eleva ciò che è buono, giusto e bello, di cui essa è la forma invisibile ma tuttavia splendente, appassionata ed eterna.” 
Platone

 

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Dall’unione tra suono e tempo nasce la musica.

Possiamo affermare con certezza che l’udito è uno dei sensi più trascurati sul piano educativo.
L’orecchio non trova il suo giusto spazio nella struttura scolastica, né il linguaggio musicale come mezzo di espressione e di conoscenza. Si nota una tendenza verso l’”occhio centrismo”: cos’hai visto?, dove?, di che colore è?...... sono domande che spesso l’adulto rivolge al bambino per fargli approfondire il senso di un’espressione da lui vissuta; ma le domande: cos’hai ascoltato?,dove?, che suoni erano? non vengono facilmente esplicitate.
Il “fare musica”, il comunicare con i suoni, con i rumori è un momento legato strettamente allo sviluppo della mente infantile.

OBIETTIVI:

  •  l’osservazione del mondo sonoro che circonda il bambino, quindi la lettura acustica della realtà
  •  la discriminazione, l’individuazione, la classificazione e l’associazione di tutti i suoni e rumori che percepisce
  •  trovare dei nessi fra causa ed effetto
  •  rapportare i suoni ad altri segni espressivi come il gesto, il movimento, il segno grafico, la parola.
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    L’ascolto di musica classica viene proposta ai nostri bambini quotidianamente. I brani variano dal rinascimento, alla musica contemporanea al Jazz. Maggiormente viene data l’importanza all’ascolto di musica barocca in quanto le ultime ricerche di neuroscienze confermano il beneficio che provocano a livello cerebrale: stimolano la concentrazione e la creatività.

    Oltre all’ascolto della musica, ai bambini vengono anche proposte canzoni e filastrocche, brevi e semplici, che implicano l’uso delle mani, dei piedi, delle dita e giochi di voce. Vengono cantate o recitate dalle educatrici per i bambini prima e con i bambini poi, con enfasi, mimica facciale e gestuale. Generalmente cantiamo alcune canzoni quando siamo a tavola, dopo la merenda o prima del pranzo e a volte anche durante la mattinata per coccolare con la voce qualche bambino in difficoltà.
    Spesso l’educatrice inizia a cantare “su richiesta” di qualche bambino, che si avvicina facendo un gesto o dicendo una parola che rievoca una specifica canzone; a volte invece, inizia a cantare sottovoce per attirare l’attenzione dei bambini e una volta polarizzata, continua la canzone con un tono normale ed adeguato.
    Questo tipo di attività, oltre ad essere estremamente affascinante e rilassante per i bambini, mira a sviluppare il linguaggio, la memoria, il senso del ritmo e l’imitazione gestuale (mimica).
    Per rendere partecipe anche la famiglia, che spesso sente a casa solo qualche frammento di canzone o filastrocca cantata dai propri figli, organizziamo durante l’anno due incontri pomeridiani per cantare tutti insieme (genitori, bimbi ed educatrice) il nostro Canzoniere e recitare, mimando, le filastrocche.
    L’intreccio armonico ed equilibrato tra tutte le attività proposte ai bambini e la relazione che si è creata tra loro e le educatrici, fa si che essi possano crescere in modo completo, e la loro permanenza al nido sia caratterizzata come un periodo sereno, felice e indimenticabile per poter costruire la propria storia personale su basi salde.